sfondo-foglio-testa-riga-fine.jpg (5909 byte)
( Piemonte Valle d’Aosta Tomografia Assiale TRAuma Cranico )
riga-inizio.jpg (4942 byte) riga-fine.jpg (4925 byte)
PATATRAC è un Progetto di prevenzione secondaria per la riduzione della mortalità e morbilità “evitabile “ conseguente a Trauma Cranico

Le lesioni traumatiche dell'encefalo possono essere distinte in danno cerebrale primario e secondario.


Il danno primario si verifica immediatamente al momento dell'impatto e per la sua cura non esiste alcuna terapia specifica: l'unico provvedimento attuabile per limitarne le conseguenze è la prevenzione del trauma o far sì che esso avvenga nelle condizioni di massima protezione.

Il danno secondario invece si sviluppa solo successivamente come conseguenza di lesioni verificatesi al momento dell'impatto ed è rappresentato dall’ipotensione arteriosa, dall'ipossia, dalle raccolte ematiche intracraniche e dall’edema cerebrale. Questo tipo di danno è trattabile e potenzialmente prevenibile.
La prevenzione del danno secondario, perciò definita come prevenzione secondaria, ed il suo pronto trattamento sono condizione indispensabile per migliorare i risultati della cura dei traumatizzati cranici. Se ciò è valido per i traumatizzati cranici gravi lo è in misura maggiore per quanto riguarda quelli lievi e moderati. Questi sono pazienti per lo più clinicamente asintomatici, che hanno riportato un minimo danno cerebrale al momento del trauma, ma che in circa il 10 % dei casi presentano un successivo deterioramento neurologico.
Questi casi hanno grande rilevanza sociale perché costituiscono circa l'85 % dei traumi cranici osservati.
E' soprattutto dal corretto trattamento dei traumi cranici di minore gravità che può derivare una significativa riduzione della mortalità e della morbilità. L’impedire che questi traumi deteriorino rappresenta il migliore indicatore di qualità dell’intero sistema dell’emergenza.

Per ridurre la mortalità “ evitabile “ conseguente a trauma cranico, con l'apporto di esperti di vari settori (tecnici informatici e di telecomunicazione, radiologi, medici legali, neurochirurghi), è stato sviluppato il progetto PATATRAC.
Esso prevede l’applicazione di un protocollo di trattamento dei traumi cranici lievi su tutto il territorio regionale ed il collegamento telematico tra gli ospedali periferici e quelli dotati di servizi di Neurochirurgia per la trasmissione delle immagini TAC.
Il protocollo è rappresentato dalle Linee Guida per il trattamento del Trauma Cranico Minore suggerite dal Gruppo di Studio di Neurotraumatologia della Società Italiana di Neurochirurgia. Tali linee guida suddividono i traumi cranici minori in tre gruppi a differente gravità all’interno dei quali sono individuati alcuni fattori di rischio. Per ciascuno gruppo e per i pazienti in età pediatrica sono suggerite le modalità di trattamento che prevedono un razionale utilizzo della TAC.
La parte qualificante del progetto è lo sviluppo di una rete di collegamento telematico (DEAnet) tra gli ospedali periferici e quelli sede di neurochirurgica per la trasmissione delle immagini diagnostiche. Ciò consente a ciascun ospedale di disporre di una pronta consulenza specialistica limitando il trasferimento solo a quei casi che veramente lo richiedono. Inoltre, mediante la registrazione automatica degli eventi è possibile istituire un osservatorio capace di rilevare e di analizzare statisticamente i dati epidemiologici per verificare l’efficacia del Progetto nel tempo.

Gli obiettivi di tale sistema organizzativo già verificati nella fase sperimentale ’97 - ’98 sono :

  1. Riduzione della mortalità evitabile conseguente a trauma cranico mediante un trattamento adeguato su tutto il territorio
  2. Riduzione del numero di pazienti trasferiti al centro di consulenza neurochirurgica. Ciò consente di alleviare i rischi ed i disagi di questi pazienti, che spesso sono politraumatizzati, e contribuisce al contenimento dei costi.
  3. Miglioramento delle capacità professionali sia degli specialisti che dei medici di guardia del centro periferico. La loro competenza è estesa su una più vasta area e raggiunge immediatamente un maggior numero di pazienti
  4. Analisi statistica della casistica mediante la costituzione di una Banca Dati. Il software è in grado di memorizzare le richieste di consulenza, le modalità di trattamento adottate e i dati clinico-anamnestici. Dall’analisi statistica deriva una costante verifica del modello iniziale con possibilità di ulteriori affinamenti.
  5. Prestazioni sanitarie di elevata qualità uniformemente distribuite su tutto il territorio contribuiscono a migliorare il rapporto fra utenti e Istituzioni Pubbliche.
  6. Maggiore efficienza nell’intervento specialistico. La rete consente al centro periferico di ottenere immediatamente la consulenza dal primo centro neurochirurgico disponibile, non necessariamente corrispondente a quello di riferimento territoriale.
  7. Contenimento della spesa sanitaria derivante dalla riduzione dei tempi di degenza in ospedale per semplice osservazione clinica e dalla minor incidenza di morbidità conseguente a trauma cranico.
  8. Allargamento del progetto ad altre realtà mediche ( teleconsulto ).

SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA

Nell’ambito del Progetto PATATRAC abbiamo anche intrapreso una indagine epidemiologica con l’intento di validare le Linee Guida adottate per il trattamento dei traumi cranici minori e per conoscere meglio il fenomeno trauma cranico nella popolazione del nostro territorio.
L’elaborazione dei dati provenienti da questa indagine è stata affidata al dr. Enrico PIRA ed al dr. Marco TURBIGLIO del Dipartimento di Traumatologia, Ortopedia e Medicina del Lavoro dell’Università di Torino. L’indagine è stata inizialmente avviata in tutta la Regione Piemonte e successivamente limitata agli ospedali di Rivoli (responsabile dr. BARBERIS), Mauriziano (responsabile dr. TREBINI), CTO (responsabile dr.ssa BORGARELLO), ospedale “ E. Agnelli “ di Pinerolo (responsabile dr. GUSMAROLI) e ospedale di Ciriè (responsabile dr. GIUGIARO) che garantivano la necessaria qualità dei dati.

I dati emersi dall’indagine hanno consentito di affinare il Progetto di prevenzione primaria BIP BIP fornendo una migliore conoscenza del fenomeno trauma cranico nel campione di popolazione indagato. I successivi rilevamenti permetteranno di valutarne l’efficacia nel tempo.
Dai risultati si rileva che il 28 % dei traumi cranici consegue ad incidenti automobilistici in cui non erano indossate le cinture di sicurezza, con una distribuzione sostanzialmente eguale nelle varie classi di età. Questo fatto ribadisce che la prevenzione rivolta alla guida sicura deve continuare ad essere potenziata. Altrettanto dicasi per l’utilizzo del casco in motocicletta : in circa il 40 % degli incidenti motociclistici il casco non viene indossato benchè sia vigente una legge che ne impone l’obbligatorietà fino a 18 anni. Un problema emergente anche nella nostra Regione, come in altri Paesi Europei, è costituito dagli incidenti ciclistici che presentano una particolare incidenza nella fascia di età compresa tra i 30 e i 60 anni. Anche qui l’uso del casco ridurrebbe sensibilmente le conseguenze del trauma cranico.
Dalla nostra ricerca la seconda causa di trauma cranico risulta essere l’incidente domestico. In questo caso sono coinvolte soprattutto le persone anziane. L’eliminazione di gradini, scale non sicure e tappeti determinerebbe una rilevante riduzione dei traumi cranici in questa fascia di età. Risultano poi anche frequenti gli incidenti sul luogo di lavoro, peraltro in massima parte (97 %), di lieve entità. Questo dato deve essere interpretato considerando l’esistenza, nel territorio analizzato, di grossi complessi industriali dove per motivi legislativi ogni trauma cranico viene condotto in ospedale per una visita specialistica. E’ ipotizzabile che non esista una reale carenza di misure protettive e che interventi di prevenzione primaria in questo caso modificherebbero scarsamente la situazione esistente.